sabato 19 dicembre 2009

Allergia 2

In Allergologia si dividono tre fasi:
a) Predisposizione
b) Esposizione
c) Sensibilizzazione
Per gestire la fase della predisposizione è opportuno riequilibrare il Sistema Immunitario; il farmaco più interessante  per gestire questo momento terapeutico è Engystol, che ho già presentato in un post precedente . 
L'Engystol è un antivirale ed è in grado di stimolare la linea Th1 modulando la lined Th2, difatti diminuendo la sensibilità immunologica. Se la patologia è in una fase più grave è opportuno gestirla  direttamente con le appropriate citochine:
Interleuchina 12 e interferone gamma che modulano la linea Th2 e inibiscono la produzione di Ige, altro farmaco estremamente interessante è il Transfactor 22, che praticamente ha la stessa funzione dell'Engystol , ma è estremamente utile nelle dermatiti allergiche dove l'engystol potrbbe avere dei limiti dati dal sulfur che potrebbe dare una crisi emuntoriale, momentanea, a livello cutaneo.
Nella gestione dell'allergia, a prescindere dalla fase, sono molto utili il Manganese come oligoelemento, eccezionale Labcatal e oligoheel guna e come gemmoderivati il Ribes Nigrum.
Gestione dell' Esposizione ; per diminuire il "contatto tra il sistema immunitario e gli antigeni è utile disintossicare il sistema uomo o con tisane depuranti, efficaci soprattutto a livello epatico o con drenanti specifici, ad esempio Galium heel oppure Lymphomyosot piu Pulsatilla comp che attuano una pulizia profonda della matrice detossificando il terreno e diminuendone lo stato infiammatorio. Pensate ad una barca piena di acqua, gli allergeni, Galium heel e gli altri sono le pompe pneumatiche che la buttano fuori.
Terza fase Sensibilizzazione.
Per desensibilizzare è opportuno stimolare la tolleranza agli allergeni che si attua dando o alte quantità o basse quantità di antigeni. L'omotossicologia usa questa seconda via e si puo utilizzare o l'antigene individuato attraverso le Ige specifiche o un complesso che ne contenga una miscela. Un farmaco di questo tipo è l'allergiplex 29, in cui tra gli altri principi si trovano Dermatophagoides (acari), forfora di cane e gatto, diversi pollini ( Parietaria, olmo, nocciolo...) diluiti e dinamizzati,(non in grado di fornire reazioni allergiche perchè il loro peso molecolare è più basso degli apteni che, a loro volta, sono stutture proteiche che non sono in grado di dare reazoni allergiche tranne se coniugate), che funzionano da stimolanti della tolleranza agli stessi antigeni.
Per la terapia rivolgetevi ad un medico omotossicologo della vostra zona che è in grado di fare una efficace prevenzione dell'allergia. Se non li conoscete  fate un messaggio che vi darò le informazioni sul blog

mercoledì 25 novembre 2009

Allergia

L'allergia è un infiammazione cronica che si riacutizza nel momento in cui si entra in contatto con l'agente stressogeno che viene definito allegene.
Il soggetto allergico viene definito come atopico , cioé predisposto ad ammalarsi di allergia.
Il 25% dei figli di un genitore atopico ed il 75% circa di due genitori atopici sono essi stessi predisposti alle allergie.
L'atopia è una particolare predisposizione genotipica ad avere l'allergia, in cui c'è un'alterata risposta immunologica ad antigeni di vario genere (alimenti,pollini, animali, Dermatophagoides ecc.)
Le cellule responsabili della risposta allergica sono i linfociti.
Nel soggetto Atopico c'è, difatti un' anomalo aumento della risposta th2 mediata.
I linfociti sono di differenti generi, per l'allergia ci serve conoscere , in particolare, th1 e th2; queste cellule timiche sono fra di loro in equilibrio nel soggetto sano. Nel soggetto predisposto, invece, al contatto con un antigene la risposta viene "veicolata" dai linfociti th2.

Spieghiamolo un pò meglio, facendo finta di essere un piccolo Dermatophagoides (l'acaro della polvere) responsabile di allergie che durano tutto l'anno.
Attraverso il naso penetra tra le cellule della mucosa e qui viene riconosciuto da una cellua Apc (cellula presentante l'antigene) inglobato attraverso un meccanismo di fagocitosi e portato all'interno dei lisosomi, preposti alla digestione, qui viene digerito ; successivamente, alcune frazioni proteiche dfinite "epitopi" vengono portate all'esterno dell'Apc ( Macrofagi o più spesso Dendrociti) e presentate grazie al complesso maggiore di istocompatibilità (MHC); le cellule timiche indifferenziate (Th0 o Naive), nei soggetti atopici, si differenziano e diventano th2 che producono Il 4 che stimola i linfociti a differenziarsi in plasmacellule che producono Ige che aderiscono alle cellule mastocitarie. Fio a qui abbiamo un soggetto atopico sensibilizzato che, se non entra in contatto con altri Dermatophagoides (o Pollini o ecc.) non avrà mai i sintomoi allergici. Al secondo contatto con l'antigene oltre alla reazione vista prima ci sarà il contatto degli epitopi antigenici con le Ige mastocitarie e con un meccanismo chiave-serratura la liberazione di Istamina,paf,leucotrieni, sostanze che danno origine alla reazione infiammatoria caratteristica dell'allergia. A secondo dei tessuti dove degranulano i mastociti, ci sarà Rinite, asma, orticaria ecc.
Quindi nell'allergia abbiamo tre momenti: Predisposzione, Esposizione, Sensibilizzazione. L'omotossicologia riesce a gestire tutti e tre questi problemi con delle strategie cliniche opportune. Se siete interessati a conoscerle aspettate il prossimo post. Sono graditi i commenti ed eventuali suggerimeni o obiezioni.

mercoledì 28 ottobre 2009

Intolleranze alimentari

L'intolleranza alimentare è un sindrome determinata dalla carenza di un enzima che serve a metabolizzare un determinato alimento. Tra le intolleranze meglio conosciute ci sono quella al glutine, in cui esso determina , quando assunto con gli alimenti,una sindrome abbastanza seria con ritardo di crescita, infiammazione della mucosa intestinale, tendenza alla depressione, sindromi da malassorbimento, stipsi, cefalee ricorrenti con o senza aura ecc. Questa sindrome è dovuta,ad una reazione autoimmunitaria che determina la distruzione dell'enzima transglutaminasi, indispensabile per il metabolismo del glutine. L'analisi clinica più attendibile è, per l'appunto, la ricerca di anticorpi antitransglutaminasi. Altra intolleranza, è dovuta alla lattato deidrogenasi, un enzima che è l'unico che finisce se non utilizzato fondamentale nel metabolismo del lattosio. Anche questa sindrome ècorrelata a problematiche cliniche relative all'intestino, oltre a questo un aumento della produzione di muco è un indice patognomonico della non tolleranza al latte. Nei lattanti una soluzione è l'utilizzo di latti alternativi, quello di pecora, molto utile quello d'asina che fanno a Milo (ct). da valutare con attenzione il latte di soya e quello di mandorla per le proprietà allergizzanti.Pare che chi è non tollerante al lattosio riesca a tollerare molto bene il latte crudo (al massimo entro 24 ore dalla mungitura), per cui l'intolleranza o l'aumentata sensibilità pare essere dovuto al meccanismo di conservazione (under high temperature UHT)e che altera la struttura proteica e glucidica del latte facendolo diventare un alimento al quale il nostro organismo non è abituato. Molto importante è l'allergia al nichel di cui sono ricchi molti alimenti, lenticchie, fagioli, cacao, nocciole, liquirizia molte verdure e frutti come gli asparagi, spinaci, cipolle, funghi, kiwi, pomodoro che comunque ne contengono quantità significative. e che dà problemi vaghi , le solite cefalee,stipsi, sindromi da malassorbimento, dermatiti, pruriti, afte, spossatezza.
Le mcs o sindromi chimiche multiple, dove un evento scatenante , principalmente l'accumulo di uno o più inquinanti ambientali di origine chimica es. Lysoform, Insetticidi, coloranti, determinano una spina irritativa che rende impossibile la vita ecc. Quelle comunemente definite intolleranze alimentari sono un falso scientifico. Sono sindromi da malassorbimento in cui uno o più alimenti raggiungono un carico tale da determinare sindromi vaghi in cui il fattore predominante è un problema infiammatorio dell'intestino e la conseguente sindrome dell'intestino microperforato. Cioè il nostro intestino non ha soluzione di continuita, in condizioni ottimali è impermeabile e gli alimenti vengono assorbiti attraverso le cellule dall'orletto a spazzola e processate grazie alle cellule M intercalate alle altre che , sono in contatto con i linfociti T che , stimolati , producono l'interleuchina 10 che è responsabile della tolleranza agli alimenti. Se invece c'è una infiammazione dell'intestino, una disbiosi ad esempio, l'accumulo di liquidi determina delle "microperforazioni" cioè un "rilassamento delle tight junction , le giunzioni fra cellule adiacenti che determinano la impermeabilita dell'intestino, provocando il passaggio di alimenti non processati che, accumulandosi nel sistema danno origine a risposte IGg mediate con sintomi vaghi e delocalizzati, cefalee, alterazioni metaboliche, dermatosi. La sindrome in oggetto non è contestuale all'introduzione dell'alimento ma èritardata e aumenta con il suo accumulo. Per questo è opportuno variare la dieta, assumere alimenti sani , una regola importante è che se per due giorni mangio qualcosa il terzo non la devo vedere. Se però è presente la sensibilita alimentare è fondamentale eliminare l'alimento in sovraccarico , fare un drenaggio connettivale, es Galium heel e Lymphomyosot, drenaggio epatico es Cardo romano, tarassaco, Cynara scolimus, Carduus cosmoplex, rafforzare le mucose Mucosa compositum, Colostro noni, Ard colostrum, Fermenti lattici es Symiolact, Lacovital, Enterovital, ecc. dopo due mesi reintrodurre gradualmente gli o l'alimento eliminato facendo attenzione alla regola del due su tre.